Cristina Berardi è nata a Sanremo,dove vive e lavora. Dopo gli studi linguistici in Inghilterra e a Firenze, alla Scuola per Mediatori Linguistici, si laurea in lingue e letterature straniere allo IULM di Milano. Appassionata di disegno e strategie creative, affianca agli studi linguistici un suo percorso di formazione artistica studiando fotografia, illustrazione, tecniche di pittura, decorazione e stampa. Dal 2001 collabora come illustratrice con il Centro Editoriale Imperiese: realizza la copertina della rivista New Magazine Imperia e copertine e illustrazioni per varie pubblicazioni. Fra i libri progettati e disegnati :" Un giro di Giostra" (edizioni Philobiblon) e "Il Libro della Cosa Importante" (edizioni CEI) .
All’inzio del 2014 ha inaugurato con "LE MATITIADI" una piccola etichetta di autoproduzioni .
Ha organizzato corsi e laboratori per Biblioteche, Musei e scuole elementari.

giovedì 20 novembre 2014

IL MIO CORSO DI DISEGNO PER BAMBINI

Disegno di Anna , anni 8

Personalmente non ho un programma diverso  da quello degli adulti (lo trovate qui)   se insegno ai bambini.
Verso i dieci anni i bambini iniziano a diventare più esigenti nei loro disegni, si fanno domande, fanno associazioni e paragoni. Quindi è giusto dare loro gli strumenti per migliorarsi.
I più piccoli, se interessati al  lavoro dei fratelli (o cugini, ecc. ecc) o perché hanno una natura curiosa, possono seguire benissimo il percorso dai 7 anni .
Questo corso si svolge in dieci lezioni da 1 ora e 15 circa.
I INCONTRO
Prendiamo confidenza con i nostri semplici strumenti: la matita a grafite , la gomma e il temperino.
Scopriamo la prima delle "abilità percettive" che ci servono per disegnare: Osservare i contorni
Giochiamo anche un po' con i "doodle", gli scarabocchi
II INCONTRO
La seconda delle "abilità percettive": saper vedere gli spazi dentro e fuori le cose
Il Chiaroscuro e tecniche di tratteggio con graffite . Impariamo anche che la gomma può diventare ...matita.
III INCONTRO
Saper misurare con la vista
L'uso della prospettiva. Impariamo a disegnare le cose nello spazio.
IV INCONTRO
Impariamo a dare volume con le ombre.
V INCONTRO
L’autoritratto.
VI INCONTRO
Impariamo alcuni trucchi per stupire i grandi: il disegno a memoria
VII INCONTRO
Come colorare con le matite colorate (impariamo  quali sono i colori fondamentali)
VIII - X  INCONTRO
d disegniamo coloriamo, disegniamo, coloriamo....
alla fine tutti i disegni li raccoglieremo in un libretto con copertina trasparente da tenere nella vostra libreria!
Disegno di Angelica, anni 9
NUMERO MINIMO DI PARTECIPANTI PER ATTIVARE IL CORSO: 5
SEDE DEL CORSO

PIAZZA SAN SIRO, 13

SANREMO
orario del corso h 17-18 una volta alla settimana
MATERIALE FORNITO DALL'INSEGNANTE
informazioni e prenotazioni


crimau05@alice.it

mercoledì 19 novembre 2014

IL MIO CORSO DI DISEGNO PER ADULTI

disegno di un'allieva

Il disegno è importante quanto la scrittura per comunicare, anzi la scrittura è una forma di disegno!
E' un'idea comune a molte persone che il disegno sia un dono naturale, un talento.
E invece imparare a disegnare si può!

Saper disegnare ci fa acquistare sicurezza, ci aiuta ad esprimerci meglio, a osservare con nuovi occhi ciò  che ci circonda e a visualizzare i nostri progetti .
In questo corso impareremo a disegnare in otto lezioni.

Il corso , da me realizzato in anni di studio ed esperienza, si svolge in OTTO LEZIONI CON CADENZA SETTIMANALE  di h. 1,30 
SE VI SEMBRA IMPOSSIBILE ECCOVI IL PROGRAMMA:
I INCONTRO
Conoscere gli strumenti
Scopriamo la prima delle "abilità percettive" che ci servono per disegnare: Osservare i contorni
Tecniche di sblocco di "ansia da foglio bianco"
II INCONTRO
La seconda delle "abilità percettive": saper vedere gli spazi dentro e fuori le cose
Il Chiaroscuro e tecniche di tratteggio con graffite , utilizzo della gomma.
III INCONTRO
Saper misurare con la vista
L'uso della prospettiva.
IV INCONTRO
Saper vedere le luci e le ombre.
V INCONTRO
L’autoritratto.
VI INCONTRO
Tecniche per esercitare la memoria visiva
VII INCONTRO
Prendiamo confidenza con diversi tipi di disegno
VIII INCONTRO
Disegnare con i colori


NUMERO MINIMO DI PARTECIPANTI PER ATTIVARE IL CORSO: 5
SEDE DEL CORSO

PIAZZA SAN SIRO, 13

SANREMO

MATERIALE FORNITO : carta comune (A4) e matite
MATERIALE CONSIGLIATO: UNA SCATOLA DI MATITE DI DIVERSA MORBIDEZZA, UNA SCATOLA DI MATITE COLORATE DI BUONA QUALITA
UNA CARTELLA, UN BLOCCO PER DISEGNO con fogli staccabili


informazioni e prenotazioni

crimau05@alice.it



mercoledì 7 maggio 2014

IL MESTIERE DI INSEGNARE



Ieri in studio (studio vecchio....perché lavori imprevisti nello studio nuovo non mi hanno ancora fatto traslocare)  è venuto un bimbo accompagnato dalla sorellina e dalla mamma. G. ha otto anni e vuole imparare a disegnare. Si guarda un po' intorno e poi mi dice: "Si, si, ok, ma io so fare queste cose (alle pareti ci sono vari Oreste , Matite e cose fantasiose) ...io voglio imparare a fare gli animali! "
Gli spiego che fare gli animali è la cosa più difficile che c'è, perchè gli animali si muovono e un bravo disegnatore deve coglierli mentre si muovono...Si può però cominciare a studiarli da fotografie e gli mostro la mia collezione di libri sugli animali.
Mi guarda un po' scocciato e mi dice: "Tu non sai disegnare allora? Non vedo i tuoi disegni. Fammi vedere che sai disegnare!"(non fa una piega!)
Presa alla sprovvista, un po' mi viene da ridere, gli mostro dei disegni che ho appesi di animali.
Mi dice:
"Li hai copiati o li hai fatti a memoria?" ..Ammetto che ho lavorato da foto. Mi lancia un'occhiata beffarda e aggiunge : "Non ci credo che sai disegnare! Dimostramelo: fammene uno adesso a memoria!"
Gli spiego che disegnare un animale (o un'altra cosa) a memoria è come studiare una poesia a memoria: serve, ma può essere che col tempo se ne dimenticano dei pezzi (il che non è male, ma questa cosa non gliela dico,!). Serve invece di più imparare a disegnare osservando ...
Non so se l'ho convinto. La mamma era imbarazzatissima. Oggi G. torna per una lezione.
Amo il mio lavoro, che mi costringe a mettermi sempre in discussione! 

Mi piacerebbe sapere cosa gli avreste detto voi al posto mio!



lunedì 2 settembre 2013

COME HO IMPARATO A DISEGNARE parte seconda...ovvero "Bisogna disegnare male"

disegno di Cristina Berardi da "Un Giro di Giostra" 
Nel mio precedente post "COME HO IMPARATO A DISEGNARE" vi parlavo dei miei sforzi nel migliorare il disegno....
In questo mio cammino sono un po' come il Dottor Jekill e Mister Hide. Perchè quello che faccio , spesso dopo sessioni di studio dal vero in cui sono severissima con il mio lavoro è proprio prendermi un po' di tempo  e disegnare "male" ...senza alcun ritegno!
Recentemente nel mio errare ho scoperto Shozo Shimamoto e il suo scritto "bisogna disegnare male"
In quelle parole ho ritrovato me stessa! Da bambina,   disegnavo da sola per un po' e poi,  per non annoiarmi,  facevo un "gioco" che io chiamavo "del contrario"... osservo qualcosa di simile nei miei piccoli allievi durante le nostre lezioni...
Dopo qualche tecnica impegnativa, in cui mi hanno seguito con pazienza, sollevano lo sguardo e mi chiedono, ora possiamo  provare a fare "a modo nostro"?...oppure: posso cominciare dalla fine? ..oppure: "Posso mettere prima  questo colore e non quello?
Adoro quei momenti! ...Ma...(fa parte del gioco)  aspetto che siano loro a chiedermelo!
A volte mi lancio e , se vedo che sono pronti ad accettarlo, (..sapete, i bambini  non sempre accettano di "sbagliare" apposta) chiedo loro di disegnare ad occhi chiusi...

Spesso i miei allievi mi chiedono perchè, visto che disegno così bene poi non "produco"  cose "belle"...(il mio uccellino Oreste è un cerchietto con due puntini e una V nel mezzo che tutti potrebbero fare)

In questo, ecco, mi è difficile rispondere....





mercoledì 12 giugno 2013

IL DETTATO FIGURATO





Il mio laboratorio preferito con i bambini ? Quello in cui  ci mettiamo a lavorare con una semplice matita grafite e un foglio di carta.
Di solito cominciamo con lo scaldarci un po': partiamo con qualche disegno a memoria ("IL DETTATO FIGURATO")
Facciamo un gatto! Un minuto! . E giù tutti a lavorare (anche io)...Ne facciamo quattro o cinque.
A  questo punto ne scegliamo uno, andiamo nella mia Libreria e cerchiamo foto e disegni di gatti . Proviamo a copiare, sempre a matita. Aggiungiamo particolari,  mettiamo anche il gatto in un "ambiente". I bambini a questo  punto chiedono se possono colorarlo. Io a volte tiro fuori le matite colorate , ma a volte dico che "ho dovuto prestarle e non me le hanno ancora riportate" e facciamo tutto con la matita nera...come una fotografia in bianco e nero. Vengono fuori cose molto belle!



PER QUESTO LABORATORIO SERVE:
MATITE (HB o 2B)
QUALCHE TEMPERINO
GOMME (non sono necessarie....ma se non le vedono lì, i  bambini si preoccupano!)

lunedì 13 maggio 2013

IL SAFARI FOTOGRAFICO






Durante il periodo estivo, quando i bambini sono a casa, non è facile organizzare la giornata, spesso non è possibile portarli al mare (anche se si vive al mare...magari il tempo è così così, il mare è inquinato) o abbiamo poco tempo per partire ed andare a fare una passeggiata in montagna, quindi ...Mi sono inventata ..il SAFARI FOTOGRAFICO! (devo dire che la scelta della parola "SAFARI" ha influito sull'accendere il loro interesse!!!)

Con le moderne apparecchiature a basso costo, si possono fare molte prove senza sprecare soldi, perchè si stampano solo quelle "buone". Ho scoperto che quasi tutti i bimbi ne hanno una.
Così ho sparso la voce fra i miei allievi del corso invernale e ho organizzato la mia "uscita" di mattino presto con un gruppetto di bimbe alla volta dei Giardini Hambury (giardini molto ricchi di specie arboree e floreali provenienti da tutto il mondo). Si trovano dopo Ventimiglia, vicino alla frontiera con la Francia. Ma il Safari si può fare in QUALSIASI angolo di natura, e anche la città stessa può essere un bello sfondo, basta VEDERE LE COSE con occhio "fotografico"...comunque i bambini imparano presto e solo il potere usare la macchina fotografica come i grandi li rende entusiasti !
Ho pensato che fosse un'occasione divertente per insegnare ad usare la macchina fotografica digitale e , soprattutto, a inquadrare le composizioni (e in più ne ho approfittato per parlargli degli Alberi, dei Fiori, del Mondo Naturale!..non è facile farsi ascoltare su queste cose fuori dal contesto scolastico!!).
Ecco alcune delle loro foto.
La visita è della fine di luglio. Siamo partite presto per evitare le ore calde e siamo tornate per l'ora di pranzo.. è stato molto divertente!!!!
Il Safari Fotografico si organizza nel mio studio su prenotazione





Chi s'intende di fotografia si accorgerà di tutti i difetti delle foto...soprattutto in quest'ultima, in cui la fontana è stata impietosamente tagliata per potere fare entrare nella foto i pesciolini e, in ottemperanza al mio suggerimento, per "centrare il soggetto"...in questo caso il drago della fontana!!!)..
Sono convinta che, visto l'entusiasmo dimostrato - ed è questo quello che conta - la prossima volta faranno meglio...
Un saluto a tutti gli amici che mi visitano e che in questo periodo ho un po' trascurato. ..con l'autunno ritornerò ad essere più presente!
A presto!

p.s. nella foto iniziale: l'entrata dei Giardini vista dal fondo della prima scalinata di discesa (la foto è mia, mentre le altre sono delle bimbe che mi hanno accompagnato)
p.p.s. le mie bambine hanno 10-11 anni..ma penso che l'esperienza si possa fare con bambini anche più piccoli...dipende dal loro interesse per la cosa...

PER QUESTO LABORATORIO SERVE
UN GRUPPO DI BAMBINI
UN'APPARECCHIO FOTOGRAFICO PER OGNI BAMBINO
UN GIARDINO  DOVE PASSEGGIARE

RIFLESSIONI LINGUISTICO-ARTISTICHE





Mi sono occupata per molti anni di studi linguistici (lavoravo come traduttrice), di insegnamento e poi , man mano che la mia esperienza  artistica cresceva, mi sono divertita ad organizzare  laboratori artistico-creativi.  Non avevo esperienza nel campo, quindi ho applicato e adattato ciò che conoscevo e mi  sono accorta che ho ottenuto buoni risultati utilizzando le stesse strategie.
Alcuni studi mi sono stati più utili di altri, certamente, ad esempio gli studi linguistici di Saussure e Noam Chomsky e gli studi pedagogici di Antoine De la Garanderie.  A questi  devo aggiungere la lettura di vari creativi, i miei prediletti: Betty Edwards, Bruno Munari, e l'antico ma mai tramontato Leonardo da Vinci

La diversificazione del lavoro è importante: durante un corso, cerco di attraversare due + una fase di lavoro: il lavoro di "riscaldamento" (rompiamo il ghiaccio, sciogliamo la mano...un po' come quando si fa negli allenamenti sportivi), segue il lavoro "tecnico-conoscitivo" (in cui spiego una particolare tecnica, o se vogliamo espandere  al campo linguistico, una regola o struttura  grammaticale) e il lavoro "progetto" in cui usiamo quello che abbiamo imparato.

Per mettere a punto le mie strategie didattiche mi servo di tutti i possibili strumenti scoperti nell'apprendere  in altri campi, campi nei quali mi sono messa in discussione facendo IO l'allieva.......
Esplorando mondi diversi ho imparato  "ad imparare" in modi  diversi.
Ho praticato tennis per molto tempo e , come molti sportivi (anche campioni!), ho sperimentato il blocco e l'ansia della competizione....In allenamento va tutto bene, siamo tutti bravissimi, quando però arriva il momento cruciale della competizione, non ci sembra vero, che, con tutto il lavoro che abbiamo fatto, le strategie che ci siamo preparati, non viene fuori che qualche timido attacco e sbagliamo anche quello che sappiamo fare benissimo!
Per poter vincere o portare a termine una gara  ci si rende conto che non basta la tecnica o l'allenamento. Serve "qualcosa in più" .
Quando dobbiamo creare qualcosa di "artistico" o comunque dobbiamo trovare una soluzione "creativa"...serve  fare un "salto".
E' una parola, però! In teoria sembra facile: l'abitudine alla "competizione",  al "creare qualcosa" non verrà mai A COMANDO!

Nell'arco di anni mi sono messa alla prova  e ho sperimentato tante strategie diverse, a volte sull'onda dell'istinto.
Uno di queste  è l' aggiunta di  un elemento inaspettato da mettere in gioco.
Questo fa sì che l'allievo, per portare a termine il progetto debba ...trovare una soluzione  appunto non tradizionale.
Mi aiuta  molto leggere ogni tanto  "La Tecnica Mentre Opero" di Bruno Munari, tratto da "Codice Ovvio" a cui ho dedicato un post che ho pubblicato  qui.
L' artista, che ha la soluzione creativa nel momento in cui lavora ha una marcia in più rispetto a uno che usa soluzioni preconfezionate...e questo è valido per lo scienziato, il filosofo, il traduttore, l'insegnante, l'artigiano, lo studente, il contadino, la mamma, l'impiegato..

p.s. nell'immagine il lavoro di un allieva, dal vero, eseguito con acrilici, utilizzando i soli tre fondamentali su disegno a pastello blu ( carta da disegno  di 200 grammi).