Cristina Berardi è nata a Sanremo, dove vive e lavora. Dopo gli studi linguistici in Inghilterra e a Firenze, alla Scuola per Mediatori Linguistici, si laurea in lingue e letterature straniere allo IULM di Milano. Appassionata di disegno e strategie creative, affianca agli studi linguistici il suo percorso di formazione artistica studiando fotografia, illustrazione, tecniche di pittura, decorazione e stampa. Opera come artista dal 1995, e dal 2001 collabora come illustratrice con il Centro Editoriale Imperiese, realizzando la copertina della rivista New Magazine Imperia e illustrazioni per varie pubblicazioni. Fra i libri illustrati:" La Gatta Guendalina e l'Angelo Custode" (Color&More, 2016), "Storie di Copertina" ed. CEI, 2014, " Un giro di Giostra" (Philobiblon, 2012) , e "Il Libro della Cosa Importante" (ed. CEI, 2012) , di cui ha scritto anche il testo. Nel 2014 ha inaugurato una piccola etichetta di autoproduzioni, la CTE (Cime Tempestose Edizioni)

lunedì 2 settembre 2013

COME HO IMPARATO A DISEGNARE parte seconda...

Nel mio precedente post "COME HO IMPARATO A DISEGNARE" vi parlavo dei miei sforzi nel migliorare il disegno....
In questo mio cammino sono un po' come il Dottor Jekill e Mister Hide. Perchè quello che faccio , spesso dopo sessioni di studio dal vero in cui sono severissima con il mio lavoro è proprio prendermi un po' di tempo  e disegnare "male" ...senza alcun ritegno!
Recentemente nel mio errare ho scoperto Shozo Shimamoto e il suo scritto "bisogna disegnare male"
In quelle parole ho ritrovato me stessa! Da bambina,   disegnavo da sola per un po' e poi,  per non annoiarmi,  facevo un "gioco" che io chiamavo "del contrario"... osservo qualcosa di simile nei miei piccoli allievi durante le nostre lezioni...
Dopo qualche tecnica impegnativa, in cui mi hanno seguito con pazienza, sollevano lo sguardo e mi chiedono, ora possiamo  provare a fare "a modo nostro"?...oppure: posso cominciare dalla fine? ..oppure: "Posso mettere prima  questo colore e non quello?
Adoro quei momenti! ...Ma...(fa parte del gioco)  aspetto che siano loro a chiedermelo!
A volte mi lancio e , se vedo che sono pronti ad accettarlo, (..sapete, i bambini  non sempre accettano di "sbagliare" apposta) chiedo loro di disegnare ad occhi chiusi...

Spesso i miei allievi mi chiedono perchè, visto che disegno così bene poi non "produco"  cose "belle"...(il mio uccellino Oreste è un cerchietto con due puntini e una V nel mezzo che tutti potrebbero fare)

In questo, ecco, mi è difficile rispondere....